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Sulla porta di una casa colonica di Gramogliano, cè una piccola pietra del 1607 su cui è incisa la scritta: Fovet Gremius Iano. Secondo uninterpretazione settecentesca, il motto spiegherebbe lorigine del nome di Gramogliano, in quanto significa: Giano culla nel suo grembo il paese, cioè Gramogliano tempio della pace agreste. Tale interpretazione confermerebbe lesistenza di una strada costruita dai legionari romani per collegare Aquileia, la seconda città dellImpero, con la Pannonia, attraversando Cormons, Corno, Cividale e le Alpi Giulie. Ma si tratta di uninterpretazione posteriore, poiché i primi cenni alla località risalgono al 1247. Secondo una diversa interpretazione, il toponimo sarebbe un derivato in -anu del prelatino gramula, maceratoio per canapa e altro.
Il Castello di Gramogliano, che nel corso dei secoli fu più volte distrutto e ricostruito, ha origini antichissime. Una torre accanto ad un caseggiato rustico è quello che resta oggi dellantico castello feudale, che si estendeva, con mastio e torri, per centinaia di metri allintorno. Fu costruito, sembra, dal signore Vecellio di Gramogliano, affinchè servisse da fortezza nella lotta contro il potente feudatario Magio di Buttrio.
Nel 1298, il Patriarca di Aquileia, Raimondo della Torre, concesse al feudatario di Gramogliano di erigere una grande torre presso la rocca e di scavare intorno un fosso di cinta pieno dacqua e munito del ponte levatoio. Alle sue origini, quindi, il Castello era solo una piccola rocca fortificata.
Allinizio del 1300, il castello fu raso al suolo dal patriarca Ottoboni dei Razzi. Dopo che fu ricostruito, il castello passò dai signori di Gramogliano ai signori austriaci di Herbenstein.
Nel 1323 un certo Progna Walterpertoldo di Spilimbergo donò ai conti di Gorizia una torre sita nel castello e di cui era proprietario.
Nel 1332, il nuovo castello fu distrutto dal Patriarca Nicola I di Lussemburgo per vendicare la morte del predecessore Bertrando, assassinato da alcuni feudatari del Friuli e del Goriziano.
Nel 1424, nonostante lopposizione dei signori di Cividale, il castello di Gramogliano fu ricostruito dai Conti di Gorizia, Enrico e Gianmainardo, forse riproducendo le stesse forme del secolo passato, con tre torri verso ovest, di cui la centrale tuttora esistente, e due verso est.
Nello stesso anno, la Repubblica di Venezia se ne impossessò cedendolo ai Signori oriundi da Faedis, i conti Zucco di Cuccagna. Essi rinforzarono le difese del castello e rinchiusi in esso resistettero allinvasione degli Uscocchi.
Nel 1439, la parte del castello tenuta da un certo Antonio da Cormons, fu acquistata da Guarnero Pretto di Zucco. Da questo anno, il castello e le case sorte sul luogo restarono di proprietà dei conti Zucco di Cuccagna fino al 1884.
Nel 1884, infatti, la proprietà passò al signor Domenico Visintini.
Nel 1915, il castello passò per successione a due dei suoi figli: Umberto e Antonio. Questultimo, per problemi finanziari, dovette cedere nel 1926 la sua parte al fratello Umberto, che divenne il legittimo proprietario del castello e diede inizio allattività agricola.
Nel 1973, Umberto pensò che fosse giunto il momento di passare le redini al figlio Andrea, che da allora avrebbe dato impulso e valorizzato sempre di più la tradizione vinicola.
Fino ad oggi, con la presenza di Oliviero, Cinzia e Palmira, a cui lattività è stata tramandata dal padre Andrea.
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